Vorrei partire da un importante interrogativo: chi è che comanda in questo momento sul pianeta terra e quali sono le conseguenze?

Per rispondere a questa domanda torna utile il libro di Hervé Kempf dal titolo “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta” (Ed. Garzanti, pagg. 150).

[…] La società oligarchica propria dell’umanità globalizzata all’inizio del XXI secolo vede al vertice della piramide una élite di mega-ricchi composta da qualche decina di migliaia di individui. Subito sotto, una nomenklatura di benestanti fatta di politici, manager, scienziati, intellettuali e funzionari, che manovra le leve del potere. Risultato: il 5 per cento della popolazione mondiale (300 mila persone su 6 miliardi) controlla la quasi totalità del capitale finanziario globale. Poi un ceto medio utile a rendere meno insopportabile la cosa, e infine tutti gli altri. Il modello dell’ostentazione e dello spreco funziona a cascata, e viene praticato dai mega-ricchi in giù.

Premesso questo Kempf inizia a descrivere il fenomeno del riscaldamento globale.

L’idea che i cambiamenti climatici siano già iniziati si fonda su tre progressi nel campo dell’osservazione: il tasso di biossido di carbonio e di altri gas nell’atmosfera non cessa di aumentare; la temperatura media del globo cresce regolarmente; la qualità dei modelli fisici della biosfera e quella degli altri strumenti di conoscenza del clima sono molto migliorate.
[…] La temperatura media del globo è di 15 gradi centigradi. Pochi gradi di differenza sono sufficienti a portare un cambiamento radicale degli standard climatici. Per esempio, meno di 3 gradi ci separano dall’Olocene, ovvero da un periodo molto differente da quello attuale, intercorso tra i 6000 e gli 8000 anni fa. Allo stesso modo, la temperatura dell’era glaciale, ossia d 20.000 anni fa, era inferioriore di appena 5 gradi centigradi.

(…continua…)